Configurazione delle reti virtuali

Configurazione delle reti virtuali

Il passaggio un po’ più ostico che segue è la configurazione della rete virtuale della macchina testé creata. Microsoft Hyper-V consente di creare tre tipi di rete virtuale:

  • Privata: le macchine virtuali sono su una rete privata e possono comunicare solo tra di loro.
  • Interna: le macchine possono comunicare tra loro e anche con il computer host.
  • Esterna: le macchine possono comunicare tra loro, col computer host e con tutti i computer della rete fisica.

Poiché il nostro utilizzo prevede la connessione a due reti fisiche, è ovvio che la scelta deve essere quella di rete esterna.

Fatta la scelta, è necessario creare le due reti, assegnando a ciascuna di esse, come connessione esterna, una delle due schede fisiche. Nelle immagini sono rappresentate due reti virtuali: la prima rete virtuale, quella del Webserver, è chiamata “WAN“, la seconda, dedicata al Domain controller, “Connessione alla rete locale LAN“.

Si noti che entrambe vengono definite “Commutatore virtuale Microsoft”. In effetti la loro funzione è quella di fungere da switch tra la rete fisica e quella virtuale.

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Infatti nelle proprietà di rete della scheda fisica tutti gli attributi sono disattivati, ad esclusione di “Protocollo commutatore di rete virtuale Microsoft“. La scheda, quindi, non assume alcun indirizzo IP.

Una volta creata la rete virtuale, nelle proprietà della rete si vedranno le due schede di rete fisiche utilizzate come commutatore e due schede virtuali create in modo automatico. Queste sono le schede da configurare con gli indirizzi IP, la Subnet Mask, il Default Gateway e i DNS.

Ricapitolando: ogni macchina virtuale utilizza, nel server fisico, due schede di rete: una è la scheda fisica, che fungerà da commutatore virtuale, l’altra è una scheda virtuale che dovrà essere configurata come si fa normalmente nelle macchine fisiche.

Ma non è finita: anche il sistema operativo virtuale ha una sua scheda di rete, ovviamente virtuale, che dovrà essere configurata come una scheda fisica, nella rete in cui si vuole inserire, con gli indirizzi IP, Subnet Mask, Default Gateway e DNS adeguati.

Prendiamo l’esempio del nostro server virtuale che dovrà diventare un domain controller.

La nostra rete è una rete 192.168.0/24 (per chi non lo sapesse vuol dire che gli indirizzi IP vanno da 192.168.0.1 a 192.168.0.254 e la maschera di sottorete è 255.255.255.0). Il Default Gateway è 192.168.0.90. I server DNS sono 192.168.0.5 e 192.168.0.1.

Nella scheda di rete virtuale del Server Hyper-V è assegnato l’IP 192.168.0.3 con le configurazioni di cui sopra. La scheda fisica, come detto, ha attivato solo il flag relativo a “Protocollo commutatore di rete virtuale Microsoft“.

La scheda di rete della macchina virtuale, quella che si configura dentro la macchina stessa, ha assegnato l’IP 192.168.0.11 e le ulteriori configurazioni, ad eccezione del DNS che è indicato come 127.0.0.1 in quanto è esso stesso un server DNS.

Scheda di rete fisica (commutatore di rete virtuale)
Scheda di rete virtuale del server host
Scheda di rete della macchina virtuale

Per quanto riguarda la seconda macchina virtuale, quella connessa con IP pubblico a Internet, la situazione è analoga, con l’unico problema che si deve “sprecare” un IP pubblico da assegnare alla rete virtuale, oltre a quello utilizzato dal Webserver.

Conclusioni

Indubbiamente per arrivare alla piena funzionalità di un server per macchine virtuali ci vuole un po’ di applicazione, oltre che discrete conoscenze di networking, ma devo dire che la documentazione presente, ahimè prevalentemente in lingua inglese, è esaustiva.

I due server installati nella nostra rete funzionano a regime da oltre una settimana, e non si sono avuti problemi di sorta. Il prossimo passo sarà l’installazione di un altro server Windows 2008 Server R2 con Hyper-V per ospitare altri due server virtuali: uno destinato a Domain controller e l’altro a server Intranet.

giugno 11, 2017

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